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Dichiarazione del MAE in occasione del dodicesimo anniversario dell’inizio dell’aggressione della Federazione Russa contro l’Ucraina e del quarto anniversario dell’invasione su vasta scala
Pubblicato 24 febbraio 2026 11:14

Il 24 febbraio 2026 ricorre il quarto anniversario dall’inizio dell’invasione militare su vasta scala dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, illegale, non provocata e ingiustificata, prosecuzione dell’aggressione armata russa contro il nostro Stato in corso dal 2014.

Ogni atto di aggressione della Russia che rimane senza una risposta ferma e risoluta da parte della comunità internazionale genera nuovi crimini. La Federazione Russa non rinuncia ai suoi tentativi di smantellare l’ordine globale fondato sul rispetto del diritto internazionale in generale e della Carta delle Nazioni Unite in particolare. Le ambizioni imperiali di Mosca non si limitano all’Ucraina: esse mirano alla destabilizzazione e all’indebolimento dei Paesi europei, al ritorno del diritto della forza sulla scena globale e alla compromissione dei formati multilaterali di cooperazione.

L’aggressione armata della Federazione Russa contro l’Ucraina, iniziata nel 2014, a causa dell’impunità dell’aggressore e di una reazione internazionale insufficiente, ha prodotto la più grave destabilizzazione dell’ordine mondiale dalla fine della Seconda guerra mondiale. Rifiutando di porre fine alla guerra contro l’Ucraina, la Russia mina l’architettura della sicurezza europea e globale, la stabilità strategica e il regime di non proliferazione nucleare.

La Russia ricorre sistematicamente al terrorismo di Stato. La distruzione criminale delle infrastrutture civili critiche dell’Ucraina durante i periodi di freddo estremo rappresenta un tentativo non solo di provocare una catastrofe umanitaria nel cuore dell’Europa, ma anche di creare i presupposti per un incidente nucleare. Tra le manifestazioni più pericolose e ciniche della sua condotta vi sono inoltre l’impiego sistematico di metodi di guerra vietati, attacchi mirati a massimizzare le vittime civili, l’uso di armi a effetto indiscriminato e di sostanze chimiche pericolose.

La Russia ripropone i crimini più atroci dei regimi totalitari del passato, tentando nel XXI secolo di applicare pratiche di natura genocidaria per costringere il popolo ucraino alla sottomissione o all’espulsione dalla propria terra.

Tali azioni criminali richiedono non ulteriori tentativi di appeasement, ma una risposta di principio, ferma e determinata. La Russia comprende soltanto il linguaggio della forza.

Esercitando il proprio diritto inerente all’autodifesa ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, l’Ucraina difende oggi non solo il proprio diritto all’esistenza, la propria identità nazionale e la libera scelta del proprio futuro. Essa difende l’ordine internazionale basato sul diritto dal caos e dall’arbitrio che Mosca intende imporre alla comunità internazionale, tutelando i valori comuni di libertà e giustizia.

Sul piano strategico la Russia ha già subito una sconfitta: nessuno dei suoi obiettivi imperiali è stato raggiunto, mentre l’Ucraina ha dimostrato unità e determinazione nel difendere la propria statualità. L’Ucraina è e resta parte integrante dell’Europa unita e un elemento imprescindibile dell’architettura di sicurezza del continente. In tale contesto, la piena integrazione dell’Ucraina nelle strutture politico-militari euro-atlantiche rappresenta non solo una necessità storica, ma una condizione essenziale per una sicurezza collettiva efficace e per la pace duratura in Europa e in Nord America.

L’Ucraina è già oggi uno dei principali pilastri della sicurezza europea. Le Forze armate ucraine, con il sostegno degli alleati, continuano a contenere la macchina militare di una Russia aggressiva che costituisce una minaccia esistenziale per l’intera comunità euro-atlantica.

L’Ucraina desidera più di ogni altro la fine della guerra e il ripristino della pace sul proprio territorio. Il popolo ucraino merita una pace giusta e una sicurezza garantita.

L’Ucraina apprezza gli sforzi di pace del Presidente Donald Trump e degli Stati Uniti, con il coinvolgimento attivo dei Paesi europei e degli altri partner. Stiamo compiendo ogni sforzo per porre fine al più presto alla guerra e alle uccisioni. A tal fine l’Ucraina ha avanzato una serie di proposte costruttive e insiste sulla necessità di passi concreti anche da parte della Federazione Russa. Siamo convinti che ciò richieda un aumento della pressione militare ed economica su Mosca da parte della comunità internazionale.

Contiamo su un ulteriore rafforzamento del sostegno alle Forze di difesa dell’Ucraina e sulla piena integrazione del nostro Paese nell’architettura politica e di sicurezza europea, affinché gli sforzi comuni volti a porre fine alla guerra possano avere successo nel più breve tempo possibile.

È necessaria unità nel rafforzare la pressione sull’aggressore: isolamento politico della Federazione Russa, sanzioni, pieno utilizzo dei beni russi immobilizzati a sostegno dell’Ucraina, divieto di ingresso in Europa e nei Paesi del G7 per i cittadini russi che hanno partecipato all’aggressione e per i loro familiari. Tutto ciò rappresenta un contributo alla nostra sicurezza comune.

L’Ucraina prosegue il lavoro con i partner per l’avvio operativo del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e degli altri elementi dell’architettura della giustizia volti ad assicurare alla responsabilità la Russia e i responsabili russi. L’accertamento delle responsabilità del vertice politico-militare russo sarà non solo un atto di giustizia, ma una garanzia contro il ripetersi di tali crimini in futuro.

Continueremo inoltre a utilizzare ogni piattaforma e meccanismo internazionale per il ritorno dei nostri cittadini: prigionieri di guerra, civili e bambini deportati.

La Federazione Russa estende la propria aggressione attraverso attacchi informativi, l’erosione della fiducia nelle istituzioni democratiche e l’alimentazione di conflitti interni in Europa. Il contrasto a tale strategia nello spazio informativo è una componente essenziale della sicurezza e della stabilità europee e globali.

Il sostegno finanziario, umanitario, energetico, di sicurezza e di difesa già fornito dai partner internazionali costituisce un investimento significativo nella resilienza del popolo ucraino e nella ricostruzione dello Stato. Un’assistenza finanziaria a lungo termine, sistemica e prevedibile è fondamentale non solo per la vittoria e la ripresa dell’Ucraina, ma anche per la sicurezza, la stabilità e la prosperità dell’intera Europa. L’Ucraina deve uscire da questa prova più forte, quale partner affidabile nella costruzione di un futuro sicuro per il continente.

Per prevenire nuove aggressioni, l’Ucraina deve ottenere garanzie di sicurezza chiare, giuridicamente vincolanti ed efficaci, sostenute da adeguate risorse e capacità. Invitiamo a rafforzare il contributo alla costruzione di un’architettura che elimini ogni “zona grigia” suscettibile di alimentare nuove aggressioni. Incoraggiamo decisioni determinate a sostegno dell’Ucraina – forniture di armamenti, finanziamenti e produzione congiunta nel settore della difesa. L’attuazione del programma PURL e dell’iniziativa SAFE rafforzerà la capacità difensiva dell’Ucraina, contribuendo al rafforzamento del sistema di sicurezza paneuropeo.

L’Ucraina non può permettersi debolezze nel contrastare l’aggressione russa, poiché è in gioco la nostra sopravvivenza e il nostro futuro. Ma neppure il mondo civile può permettersele se intende preservare la pace e la sicurezza internazionali. Ci attendiamo resilienza e determinazione strategica dai partner. Insieme siamo una forza: uniti da obiettivi comuni, dotati di una strategia adeguata e pronti ad agire, sapremo superare ogni minaccia e garantire un futuro libero e pacifico alle prossime generazioni.

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