Nel pomeriggio nell’incontro con il premier Arseniy Yatsenyuk (in aprile già in visita in Vaticano), e alla presenza dell’arcivescovo Sviatoslav Shevchuk e del nunzio apostolico Thomas Edward Gullickson, Schönborn ha espresso la speranza di vedere al più presto un’Ucraina libera e democratica anche grazie a una maggiore solidarietà da parte dell’Occidente. Forte il richiamo di entrambi a non monopolizzare la religione per scopi politici. «Abbiamo sempre avvertito il sostegno della Chiesa cattolica nella nostra lotta per l'indipendenza, l'integrità territoriale e la libertà» ha detto il capo del governo: «L'Ucraina ha già dovuto affrontare grandi sfide, ma con l'aiuto di Dio e delle Chiese, le supererà come è sempre stato».
Dopo una preghiera per le vittime in piazza Maidan e un incontro con i rifugiati dai territori occupati di Donetsk e Lugansk presso la sede Caritas, la visita a Kiev si è conclusa in serata nella «Nuova Cattedrale» dove il Cardinale ha parlato senza riserve dell’«eroica Chiesa di Ucraina».