Il 2025 è stato per l’Ambasciata un anno di particolare responsabilità, segnato dal dolore ma anche dalla speranza. Un anno in cui ogni incontro, ogni parola e ogni gesto hanno avuto un unico centro: l’Ucraina, il suo popolo e il diritto fondamentale a vivere nella libertà e nella pace.
Nel corso dell’anno, la voce dell’Ucraina ha risuonato con continuità in Vaticano. Ai più alti livelli istituzionali sono state affrontate le conseguenze della guerra di aggressione condotta dalla Russia contro l’Ucraina: le vite spezzate, i bambini deportati, i militari e i civili tenuti in prigionia, le famiglie separate, le madri in attesa e i figli che sognano il ritorno a casa.
Segno concreto di sostegno sono stati gli incontri del Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskyy e dei rappresentanti delle istituzioni ucraine con il Santo Padre, il Segretario di Stato della Santa Sede e i responsabili delle istituzioni vaticane. Un ruolo significativo nel corso dell’anno ha avuto anche il dialogo costante e costruttivo con il Sovrano Militare Ordine di Malta, sviluppato nel segno della cooperazione umanitaria, della solidarietà concreta e dell’impegno condiviso a favore della pace e della dignità umana. In questi contesti, accanto alle questioni politiche, hanno trovato spazio la compassione, la responsabilità morale e la fiducia in una pace giusta.
Il 2025 è stato profondamente attraversato dalla preghiera. Nelle basiliche di Roma e del Vaticano si sono svolti momenti di raccoglimento e di preghiera comune per la pace in Ucraina, per le vittime dell’Holodomor-genocidio, per la liberazione dei prigionieri di guerra e dei civili, e per il ritorno di ogni bambino strappato con la forza alla propria famiglia. In queste occasioni l’Ucraina non è stata un tema distante, ma una ferita viva capace di unire i cuori di persone provenienti da tutto il mondo.
Particolare rilievo hanno avuto le iniziative umanitarie dedicate ai bambini ucraini colpiti dalla guerra. I momenti di serenità restituiti all’infanzia, l’accoglienza e la cura ricevute, così come gli incontri dei bambini ucraini con Papa Leone XIV, hanno rappresentato un segno tangibile di speranza e di attenzione verso le vittime più vulnerabili del conflitto.
Nel corso del 2025, anche la cultura e l’arte sono diventate strumenti di testimonianza e di memoria. Mostre, proiezioni cinematografiche e progetti artistici hanno contribuito a raccontare al pubblico internazionale il dolore del popolo ucraino, la sua storia e la sua resilienza, offrendo una voce là dove le parole da sole non erano più sufficienti.
L’Ambasciata esprime la propria sincera gratitudine alla Santa Sede, al Sovrano Militare Ordine di Malta, al clero, al corpo diplomatico, alle organizzazioni umanitarie e a tutte le persone che, nel corso di quest’anno, sono state accanto all’Ucraina con la preghiera, con l’azione concreta e con la solidarietà.
Il 2025 ha rafforzato la consapevolezza del valore della solidarietà e la fiducia nella vittoria della luce sulle tenebre.
Il cammino prosegue, con fede e con speranza.